Rivista specialistica sul podismo

Interviste, articoli tecnici, classifiche, foto, calendari podistici: questo e molto di più è Runners e Benessere, il mensile che dal 2003 accompagnata i podisti toscani e non solo nel loro sport preferito. E, per chi non si accontenta della carta, tanti approfondimenti anche sul sito www.runners.it e su Toscana Tv nella trasmissione Atletica e Podismo in Toscana, in onda ogni giovedì sera alle 22,20 sul canale 18 del digitale terrestre. Un punto di riferimento per gli appassionati di running e per gli organizzatori di manifestazioni podistiche, grazie anche ai servizi di speakeraggio, riprese video e comunicati stampa. Per saperne di più: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Spesso mi capita di andare a vedere come erano le scarpe con le quali correvo negli anni ’70 e confrontandole con quelle di ora mi rendo conto che c’è stato un gran cambiamento. Le scarpe di allora erano davvero sottili sia sotto la pianta che sotto il tallone. Eppure con i miei amici runner correvamo su tutti i tipi di terreni. Di chilometri, nonostante fossi un tapascione o poco più, ne facevo davvero tanti e mi ricordo di aver sofferto solo una volta di un problema alla bandelletta. Le prime scarpe abbastanza protettive le usai nel 1979. Da lì a poco tempo in commercio comparvero sempre più scarpe pesanti con un elevato dislivello fra la parte posteriore e quella anteriore. Le vecchie leggere scarpette da corsa invece andarono scomparendo.

Allenarsi due volte al giorno si pensava fosse permesso solo ai veri atleti, a coloro che nella vita corrono di professione. Infatti, chi decide di dedicare una parte dei propri anni a preparare gare di atletica o di altro sport a livello di elevato agonismo, deve fare del suo sport una professione. Per gli atleti veri, allenarsi due volte al giorno è pressoché normale qualsiasi sia la specialità praticata. Da un po’ di tempo vediamo fare il doppio allenamento anche ai podisti amatori di vario livello. Siamo arrivati al punto di vedere persone poco più che principianti dedicare al loro sport preferito due diversi momenti nella stessa giornata. Fino a qualche anno fa era impensabile e improponibile. Oggi invece, grazie alla diffusione del nostro sport fra tantissime persone, è più facile capire che il doppio allenamento può essere molto utile e divertente.

L’utilità della corsa in salita si è soliti cercarla in campo meccanico, ma è il fattore energetico che segna l’aspetto primario di tale tipologia di allenamento.

Le varie fasi della corsa in salita
Le tre fasi che contraddistinguono l’azione di corsa: fase di ammortizzazione, fase di spinta, fase di volo, hanno condizioni parzialmente differenti dalla corsa in piano, quindi per impostare al meglio la seduta di allenamento bisogna conoscere i suddetti particolari.
In salita la fase di volo ha tempi più brevi e quindi il corpo si trova a dover fronteggiare questo stato di aumentata difficoltà. Inoltre l’appoggio avviene principalmente, se non esclusivamente, con l’avampiede richiedendo un costo energetico maggiore.
Trovandosi a ogni appoggio in un punto più alto della strada (quasi come salendo le scale di casa), diminuisce ovviamente il tempo di volo andando peraltro a ridurre l’energia elastica.

L'idratazione è una parte fondamentale dell'alimentazione anche perché la quantità prodotta con il metabolismo, circa 350ml/die, non è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero.

L’essere umano può sopravvivere senza cibo per alcune settimane, ma senza acqua non più di qualche giorno: essa è indispensabile per la vita, quindi l'organismo cerca di mantenere una quantità costante di liquidi attraverso un continuo equilibrio tra entrate ed uscite.
In condizioni di riposo, a temperatura ambiente (18-20°) le perdite di acqua sono inferiori ad 1 ml/min ma con l'attività fisica e l'aumento della temperatura ambiente queste perdite dovute soprattutto alla sudorazione che possono arrivare a circa 15-25ml/min.

Sappiamo ormai tutti che una corretta alimentazione garantisce una buona prestazione, ma esistono varie DIFFERENZE TRA SPORT e sport.

Una dieta ottimale deve fornire i componenti necessari e coprire il fabbisogno energetico; questo include:

  1. la necessità di riparare i tessuti
  2. provvedere alla risintesi di alcune macromolecole
  3. consentire l’accrescimento