DSC 0246Sali da l'Aquila verso Calascio e la sua Rocca dell'XI Secolo, passi per Castel del Monte e quindi su verso Campo Imperatore. Il tempo si è fermato, anzi è tornato indietro. La magia di questo altipiano è unica, non sembra nemmeno di essere in Italia, è quasi Patagonia, Terra del Fuoco... Una sola strada che attraversa la piana e intorno solo prati, pascoli e la lunga cresta che dal Monte Camicia corre verso il corno Grande e incornicia questo incanto. Salendo dal fondo valle Campo Imperatore ti sospende, nel tempo e nello spazio: sei tra la pianura e il massiccio del Gran Sasso, hai la possibilità di recuperare lo sforzo della prima salita prima di attaccare la seconda, verso le creste, devi correre tra i pascoli, nel nulla, cercando la traccia migliore. Spesso il sentiero lo devi intuire, te lo devi creare indirizzando lo sguardo verso la meta. Come facevano i “trailer” di mille anni fa. Dimenticate i cartelli, i segnali, il sentiero tracciato e pulito: questo è un altro mondo!

 

I paesi, pochi, sembrano indissolubilmente legati a questo altipiano, sembrano non avere legami con le valli in basso, con il 2014, annessi e connessi.

Castel del Monte è un Borgo fortificato di origine medievale a quota 1345 mt, costruito dalle popolazioni che vivevano 300 metri più in basso, nel Piano, una depressione carsica adibita a coltivazioni. Lasciarono le loro abitazioni per difendersi, salendo sulla montagna. Correre tra i vicoli, le scalinate, i muri di pietra bianca di questo borgo, nell'assoluto silenzio, è quasi irreale. Tanto che cerchi di alleggerire il passo, andare sulle punte, per non far rumore. Una forma di rispetto o forse un voler cercare di ascoltare quanta storia ha da raccontare questo luogo.

Da Castel del Monte lo sguardo corre verso la poco distante Rocca di Calascio, costruita nell'anno mille come torre di avvistamento. Nel 15esimo secolo venne utilizzata come punto di controllo e conta dei capi durante la transumanza, trovandosi lungo il Regio Tratturo che portava le pecore fino a Foggia. Scopri che esiste un sentiero millenario, lungo centinaia di chilometri, che i pastori percorrevano con le loro pecore, con la loro vita. Quello stesso sentiero su cui noi viviamo la vostra passione loro hanno speso la loro vita. Trailer “ante litteram”?

DSC 0122Luoghi così fuori dal tempo che tante produzioni cinematografiche lo hanno scelto come set per i loro film: questo contribuisce a rendere questi posti ancora più eterni.

Penso a quanto il mondo vada a una velocità diversa rispetto a questi luoghi dove i giorni, le stagioni, gli anni, passano senza cambiare quasi nulla. Forse non cambiano nemmeno le persone, forse sono le stesse di 1000 anni fa? Solo un terremoto, quello dell'Aquila del 2009, ha riportato questi luoghi ai nostri giorni, all'attenzione dei media. Poi tutto si è fermato nuovamente, Castel del Monte e Calascio sono tornati alla loro dimensioni; forse le lancette dell'orologio, qui, provano a girare al contrario.

OPERAZIONE PARKS TRAIL

Il trailer ha una predisposizione alla scoperta del territorio che raramente si riscontra in altri sportivi, non è difficile incontrare in gara runner che si fermano per fotografare un panorama o chiedere informazioni sui luoghi che stanno attraversando. L'aspetto prettamente sportivo passa a volte in secondo piano e l'evento diventa un'occasione per conoscere e accrescere il proprio bagaglio culturale. Dimostrazione di quanto un evento trail sia spesso strettamente connotato sul territorio, sulle sue peculiarità storiche ed enogastronomiche, è proprio la scelta dei nomi: Trail degli Eroi, Troi dei Cimbri, Trail del Malandrino, Ecotrail di Marsi, Trail del Moscato, La via degli Abati (Abbots Way), Trail del Brigante, Sulle tracce del Lupo, Trail delle Ferriere... tutti nomi che evocano storie, popoli, tradizioni. Il trail racconta il territorio!

DSC 0323Aurelio Michelangeli è una grande appassionato, nonché praticante, che si occupa di trail da sempre, da quando ancora si parlava solo di ecomaratone. Da anni coordina l'Associazione Parks Trail che promuove un circuito di gare, dal vertikal all'ultra trail, che hanno come scopo far conoscere il territorio attraverso i percorsi del centro Italia.

«Il centro-sud offre una natura molto diversa da quella a cui molti sono abituati, soprattutto al nord», ci spiega Aurelio Michelangeli, «è meno frequentata, più originale, pura, e i percorsi offrono una tecnicità maggiore, non sono solo io a dirlo ma anche molti atleti che per la prima volta vengono a correre le tappe del nostro circuito. Anche dal nord Italia. Oltre ai percorsi molto spesso è anche il luogo di partenza e di arrivo che aumenta il fascino di questi eventi: c'è sempre un legame con la storia e la cultura come borghi medievali come le tombe etrusche nella Tuscia, le strade romane alla Via Sacra... Da questo punto di vista il centro-sud ha davvero tanto da offrire e, come spesso succede, se ne accorgono prima gli stranieri degli italiani!».  Parks Trail ha inizialmente lavorato per diffondere il più possibile le manifestazioni sul territorio in modo tale da consolidare l'offerta e il calendario. «Adesso stiamo lavorando sulla qualità degli eventi, sui servizi, l'accoglienza...insomma sulla “coreografia” dell'evento. Anche il progressivo aumento delle distanze, il fatto di avere in calendario due gare qualificanti per l'UTMB, rendono le nostre manifestazioni sempre più interessanti e appetibili dai trailer di tutta Italia ma anche dagli stranieri».